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SMO

Studio di Medicina Olistica

SMO è nato nel 2019 dal fermento ideativo, conoscitivo e professionale del suo fondatore Nicola Mirko Villani. Un anno dopo l’inaugurazione dello studio, la pandemia della COVID-19 iniziò a far parlare di sé. Un’attività indipendente nata poco prima di una pandemia potrebbe far pensare a un periodo non proprio propizio. Ma visto che sono convinto che la causalità non esiste, era un’evidenza che potevo portare nel mio piccolo una risposta a questa crisi sanitaria epocale.

 

In effetti, a inizio pandemia, ricordo che chi si ammalava di COVID doveva seguire un protocollo illogico (vedi articoli nel mio blog che trattano la tematica) che non permetteva al malato di recarsi dal medico, ma bensì di starsene a casa con l’assunzione di paracetamolo (dafalgan o tachiprina). Anche qui, questa decisione di assumere paracetamolo era del tutto discutibile visto che va a consumare il glutatione che lo ricordo è l’antivirale naturale prodotto dal nostro organismo. In questo marasma pandemico e visto l’impossibilità per le persone d’andare dal proprio medico, mi sono ritrovato a ricevere i malati della COVID-19.

 

Ho iniziato ad applicare le mie conoscenze fitoterapiche e di medicina tradizionale cinese. Inizialmente, ero un po’ spaventato, chiedendomi se quanto appreso in questi anni, mi sarebbe bastato. Certi giorni, iniziavo la giornata alle 08.00, terminandola alle 21.00, ricevendo le persone durante l’arco della giornata intera e ovviamente applicando le direttive sanitarie (anche qui, potremo dibattere sul tema). Queste persone che sono state in cura da me sono tutte guarite dalla COVID-19, compresi i pazienti detti a rischio. Nessun paziente ha assunto la stessa pianta o si è visto applicare la stimolazione degli stessi punti di agopuntura, in quanto lavoravo su chi avevo di fronte, andando a fortificare la propria costituzione.

 

Dopo qualche mese e all’arrivo dei vaccini mRNA, non posso nascondere il mio scetticismo (anche qui documentato con i miei diversi articoli nel mio blog). Perché insistere così tanto su un vaccino, allora che i protocolli medici erano sbagliati, andando ad esaurire il sistema immunitario e che la COVID-19 poteva essere superata con terapie alternative?

 

Olos da olismo proviene dal greco e vuol dire uno. Per guarire, non basta sopprimere il sintomo, ossia la spia, ma è necessario trovarne la causa, portando poi equilibrio. Questo non è un percorso semplice in quanto un squilibrio si crea quando per giorni, settimane, mesi, anni si porta avanti una determinata abitudine che ci porta ad ammalarsi. Può essere un’abitudine alimentare, un’abitudine emotiva tossica, un’abitudine nociva (fumo o droghe ad esempio) oppure “un’abitudine” genetica (quello che la MTC chiama Jing anteriore e posteriore). Ma solo, non “scompartimentando” la malattia, è possibile vederla nella sua interezza e capirla.

 

È venuto il momento di riconnettersi con la natura e utilizzare quanto ci mette a disposizione. La farmacologia è una scienza preziosa, ma anche relativamente recente con qualche contrindicazioni. Non sarebbe il caso di rispolverare i saperi millenari che la natura ci ha messo a disposizione, prima di assumere un farmaco? O almeno leggere il foglietto illustrativo per capire cosa cura e quali sono gli effetti collaterali? Ricordo che leggendo il bugiardino del foglietto illustrativo del vaccino mRNA della Pfizer, veniva indicato nero su bianco: “non impedisce il contagio e non impedisce di non ammalarsi della COVID-19”.

 

A disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti. 

 

Nicola Mirko Villani

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